Programma:
21.03.2025, h.19.00
GLORIA!
Margherita Vicario
Italia-Svizzera, 2024 / 106’
Galatea Bellugi, Carlotta Gamba, Veronica Lucchesi
In un istituto femminile nella Venezia di fine ‘700, un gruppo di giovani musiciste compone una musica mai sentita prima, libera e ribelle, che sfida di petto le gerarchie maschiliste e la polverosa ottusità del potere. Presentato in concorso al Festival di Berlino, l’esordio alla regia di Margherita Vicario, già fra le voci più promettenti del nuovo cantautorato italiano, è un concentrato di energia incontenibile, un’opera che si immerge nella Storia con una leggerezza e una vitalità del tutto contemporanee per dare vita ad un vero e proprio inno alla gioia e alla forza indomita delle donne.
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Biglietti
22.03.2025, h.19.00
HEY JOE
Claudio Giovannesi
Italia, 2024 / 117’
James Franco, Francesco Di Napoli
Napoli, anni ‘70. Un veterano americano torna in Italia per conoscere suo figlio, frutto di una relazione avuta con una ragazza del posto durante la Seconda Guerra Mondiale. Ma sono passati venticinque anni, quel bambino è già adulto, è cresciuto nella malavita e non ha nessun interesse per questo padre venuto da lontano. Dopo i bellissimi Fiore e La paranza dei bambini, il nuovo film di Claudio Giovannesi. Un gioiello di sensibilità fra melodramma e noir, due mondi da riconciliare con la Storia e una città unica sullo sfondo. Brilla il divo americano James Franco in un ruolo inedito e dolente.
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Biglietti
23.03.2025, h.19.00
IDDU – L’ULTIMO PADRINO
Fabio Grassadonia, Antonio Piazza
Italia-Francia, 2024 / 122’
Toni Servillo, Elio Germano, Barbora Bobulova
Sicilia, anni 2000. Catello, ex politico condannato per associazione mafiosa, si vede revocato il carcere a patto che aiuti i servizi segreti a catturare l’ultimo grande boss latitante. Innescherà con lui un improbabile scambio epistolare. Favola nera ispirata alla latitanza trentennale di Matteo Messina Denaro, Iddu annoda commedia, tragedia e realtà ridicole, forte delle interpretazioni eccellenti di Toni Servillo e Elio Germano. Con un gesto tanto coraggioso quanto liberatorio, Piazza e Grassadonia continuano a riscrivere dalle fondamenta il cinema di mafia italiano.
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