Mi piace immaginare il cinema italiano come la grande stanza di un alchimista, dove tanti registi-stregoni, provenienti da esperienze e convinzioni diverse, si ritrovano a sperimentare magie nuove per parlarci di noi, per raccontarci il mondo, per aiutarci a capirlo meglio. La selezione di Visuali italiane 2026 cerca di fare un punto su questi modi diversi di fare cinema in Italia oggi. In programma troviamo i nuovi magnifici lavori di artisti già riconosciuti: Duse, ritratto di diva dallo sguardo visionario di Pietro Marcello, Fuori di Mario Martone per confondere felicemente letteratura e vita, e ovviamente La grazia, l’ultimo film di Paolo Sorrentino con cui apriamo il festival. C’è poi spazio per le nuovi voci, come in Gioia mia, debutto di grande dolcezza firmato da Margherita Spampinato, o in Agon, trionfo visivo audacissimo di Giulio Bertelli. Diamo anche risalto ad un cinema che, in forme mai banali, parla direttamente al grande pubblico. È il caso di Ludovica Rampoldi, che architetta un appassionante thriller borghese in Breve storia d’amore; di Andrea Di Stefano, che fa rivivere la grande commedia all’italiana con Il maestro; e di Damiano Michieletto, che si avventura nella Venezia storica nel vivaldiano Primavera. È bello anche vedere come il cinema italiano sia poi sempre meno ombelicale e, al contrario, si apra al mondo e alle ispirazioni internazionali, come nel caso del potente Tre ciotole girato a Roma dalla spagnola Isabel Coixet. E fondamentalmente internazionale è anche il nostro omaggio cinefilo di quest’anno, dedicato alla grande tradizione dello “spaghetti western”. In programma un imperdibile doppio appuntamento con il genere: la sorprendente rilettura di Testa o croce? di Alessio Rigo De Righi e Matteo Zoppis e, in chiusura, un vero e proprio cult movie: il Django del 1966 diretto da Sergio Corbucci. Infine, un ultimo regalo per il nostro pubblico: le prime due puntate di Portobello, la nuova serie firmata dal maestro Marco Bellocchio sul più sconcertante errore giudiziario della storia italiana. Già una della visioni più appassionanti dell’anno. (Eddie Bertozzi, curatore e direttore artistico)
Programma e biglietti a breve su Eventbook.
Film in programma:
AGON
Giulio Bertelli
Italia-USA-Francia, 2025 / 100’
Yile Vianello, Alice Bellandi, Sofjia Zobina
Tre giovani atlete gareggiano in un’immaginaria edizione dei Giochi Olimpici. Tiro a segno, scherma, judo: tre discipline che diventano il ritratto dei contesti politici, sociali, tecnologici e di performance fisica che dominano i più alti livelli della competizione sportiva. E del mondo in cui viviamo. Giulio Bertelli, velista di professione, debutta alla regia con un film che sfida la nostra percezione di cinema. Finzione, documentario ibrido e video arte si mescolano in un’opera inclassificabile e profondamente conturbante. Una stoccata di immagini proiettate al futuro.
BREVE STORIA D’AMORE
Ludovica Rampoldi
Italia, 2025 / 98’
Pilar Fogliati, Adriano Giannini, Valeria Golino
Due coppie: Lea e Andrea, trentenni, e Rocco e Cecilia, cinquantenni. Lea conosce Rocco in un bar e inizia con lui una relazione clandestina, un tradimento come tanti, che prende però una piega imprevista quando Lea comincia a insidiarsi in maniera inquietante nella vita di Rocco. Animato da un cast in forma smagliante fra dramma borghese e commedia sentimentale, l’esordio alla regia di Ludovica Rampoldi, già una delle più importanti sceneggiatrici italiane, è un perfetto meccanismo ad orologeria che mescola magistralmente tensione da thriller e sagaci lampi di ironia.
DJANGO
Sergio Corbucci
Italia-Spagna, 1966 / 88’
Franco Nero, Loredana Nusciak, Eduardo Fajardo
In un villaggio sperduto sulla frontiera fra Stati Uniti e Messico, là dove i rivoluzionati del generale Rodriguez si scontrano all’ultimo sangue con seguaci razzisti del maggiore Jackson, arriva Django, reduce di guerra in cerca di vendetta per l’assassinio della moglie. Un vero e proprio cult movie del cinema italiano, una pietra miliare imprescindibile nella gloriosa tradizione degli spaghetti western, il film che lanciò Franco Nero come divo internazionale e diede origine ad una saga sterminata, con estimatori illustri in tutto il mondo. Uno per tutto: ovviamente, Quentin Tarantino.
DUSE
Pietro Marcello
Italia-Francia, 2025 / 122’
Valeria Bruni Tedeschi, Noémie Merlant, Fanni Wrochna
La “divina” Eleonora Duse è un’icona, l’attrice che ha rivoluzionato per sempre il teatro italiano e mondiale. Al termine della sua carriera, nel tempo feroce fra la Grande Guerra e il fascismo, è l’ora dei bilanci: con il suo talento, con il suo corpo, con la maternità, con la Storia d’Italia. Fra grandi successi e colossali fallimenti, il richiamo più forte è sempre il palcoscenico. Attraverso lo sguardo visionario di Pietro Marcello, fra gli autori più importanti del nuovo cinema italiano, un ritratto di donna oltre il tempo, con una grande Valeria Bruni Tedeschi nel ruolo della vita.
FUORI
Mario Martone
Italia-Francia, 2025 / 117’
Valeria Golino, Matilda De Angelis, Elodie
Roma, 1980. La scrittrice Goliarda Sapienza finisce in carcere per aver rubato dei gioielli, ma l’incontro con due giovani detenute si rivela per lei un’esperienza di rinascita. Un rapporto che nessuno, fuori, una volta uscite di prigione, riesce a comprendere, ma grazie al quale Goliarda ritrova la gioia di vivere e di scrivere. Mario Martone, maestro del cinema italiano, rilegge con slancio emotivo e commovente libertà formale una pagina dalla vera vita di Goliarda Sapienza, una delle voce letterarie più preziose del Novecento italiano, qui interpretata magistralmente da Valeria Golino.
GIOIA MIA
Margherita Spampinato
Italia, 2025 / 90’
Aurora Quattrocchi, Marco Fiore, Camille Dugay
Nico, un bambino nato in un mondo moderno e iperconnesso, è costretto a passare l’estate in Sicilia, ospite di un’anziana zia, religiosissima e scorbutica, in un antico palazzo pieno di leggende e superstizioni. Fuori dal tempo, senza tecnologie né wi-fi, Nino scoprirà un mondo popolato da angeli e spiriti, magia e religione. Margherita Spampinato esordisce con un gioiello di sensibilità e sentimenti, la vera sorpresa del cinema italiano di quest’anno. Occhi puntati sulla magnetica Aurora Quattrocchi, vincitrice del premio alla migliore interpretazione al Festival di Locarno 2025.
LA GRAZIA
Paolo Sorrentino
Italia, 2025 / 131’
Toni Servillo, Anna Ferzetti, Milvia Marigliano
Mariano De Santis è il Presidente della Repubblica italiana. Vedovo, cattolico, ha una figlia, giurista come lui. Alla fine del suo mandato, spuntano gli ultimi compiti: decidere su due delicate richieste di grazia, veri e proprio dilemmi morali che si intersecano, in maniera apparentemente inestricabile, con la sua vita privata. Formalmente brillante, come sempre, e ancora una volta sorretto da un titanico Toni Servillo, Paolo Sorrentino firma uno dei suoi film migliori. Limpido e complesso, intimo e pubblico, toccante. Un grande film etico sulla pratica del dubbio.
IL MAESTRO
Andrea Di Stefano
Italia, 2025 / 125’
Pierfrancesco Favino, Tiziano Menichelli, Giovanni Ludeno
Estate, fine anni ‘80. Felice, tredici anni, è una giovane promessa del tennis, vittima delle aspettative paterne. Per prepararlo ai tornei nazionali, viene affidato al sedicente ex campione Raul Gatti (un sempre magnifico Pierfrancesco Favino). Di partita in partita, i due iniziano un viaggio lungo la costa italiana, tra sconfitte, bugie e incontri bizzarri. La tradizione della commedia all’italiana rivive in un film pieno di cuore e una punta di amaro, un inno all’imperfezione, alla bellezza dei legami inaspettati, al sapore della libertà e all’eterna possibilità di un altro nuovo inizio.
PORTOBELLO (EPISODI 1 e 2)
Marco Bellocchio
Italia, 2025 / 60’x2
Fabrizio Gifuni, Romana Maggiora Vergano, Barbora Bobulova
I primi due straordinari episodi della serie firmata dal maestro Marco Bellocchio, che affronta uno dei più clamorosi e celebri errori giudiziari della storia italiana. Nel 1983 Enzo Tortora, presentatore televisivo, è l’uomo più potente e famoso della TV italiana. Ma all’apice del successo, un avvenimento scioccante sconvolge l’intero paese: Tortora viene arrestato con l’accusa infamante di associazione camorristica. L’indagine dinamica e precisa del caso che ha traumatizzato l’opinione pubblica italiana, il ritratto storico di un paese ad un punto di svolta della sua storia.
PRIMAVERA
Damiano Michieletto
Italia-Francia, 2025 / 110’
Tecla Insolia, Michele Riondino, Andrea Pennacchi
Venezia, primi del Settecento. Cecilia è una straordinaria violinista, ma può esibirsi solamente all’interno dell’orfanotrofio in cui è cresciuta, dietro una grata, per l’orecchio di ricchi mecenati. Fino a quando un vento di primavera scuote improvvisamente la sua vita. Tutto cambia con l’arrivo del nuovo insegnante di violino. Il suo nome è Antonio Vivaldi. Uno dei più grandi registi teatrali al mondo, Damiano Michieletto, esordisce al cinema con un film avvolgente e sontuoso, un affresco potente sull’ingiustizia della condizione femminile e la forza salvifica della musica.
TESTA O CROCE?
Alessio Rigo De Righi, Matteo Zoppis
Italia-USA, 2025 / 116’
Alessandro Borghi, Nadia Tereszkiewicz, John C. Reilly
Agli inizi del ‘900, Rosa, giovane moglie del signorotto locale, si innamora di Santino, un affascinante cowboy italiano. In seguito all’omicidio del marito, i due fuggono insieme, ma la giustizia, come sempre, è venduta al miglior offerente e sulla testa di Santino viene messa una grossa taglia. Nonostante ciò, e mentre il pericoloso Buffalo Bill è sulle loro tracce, Rosa continua a sognare l’America. Il film italiano più sorprendente dell’anno chiama a raccolta un cast internazionale d’eccezione per una rilettura brillantemente contemporanea del western all’italiana.
TRE CIOTOLE
Isabel Coixet
Italia-Spagna, 2025 / 120’
Alba Rohrwacher, Elio Germano, Silvia D’Amico
Dopo quello che sembrava un banale litigio, Marta e Antonio si lasciano. Marta reagisce chiudendosi in sé stessa. Antonio si butta sul lavoro. Ma quando Marta scopre che i suoi improvvisi problemi di salute hanno a che fare con qualcosa di più grande del dolore della separazione, ecco che tutto cambia: il sapore del cibo, la musica, il desiderio, la certezza delle scelte fatte. Rohrwacher e Germano giganteggiano in un film di grande delicatezza ed emozione, un’opera che ci mostra che perfino nell’addio può esserci grazia e che anche nel dolore c’è spazio per la gioia.