Ogni estate, da 38 anni, i cinefili di tutto il mondo si riuniscono a Bologna per celebrare l’insostituibile esperienza della visione collettiva dei classici del cinema con il Festival del Cinema Ritrovato. Il Cinema Ritrovato è un gioiello della produzione culturale italiana, un festival che propone sorprendenti restauri e riscoperte di film e che ci ricorda il valore del nostro patrimonio cinematografico e l’importanza del restauro e della sua preservazione. L’Istituto Italiano di Cultura di Bucarest è entusiasta di collaborare ancora una volta con la Cineteca di Bologna per portare una versione itinerante di questo festival anche in Romania, a Bucarest e da quest’anno anche a Timișoara, con una scelta di film eclettica – curata dal critico Călin Boto – che vuole anche essere un omaggio alla figura di Marcello Mastroianni, a 100 anni dalla nascita. (Laura Napolitano, direttrice IIC)
Chiunque abbia seguito i grandi schermi di Bucarest negli ultimi anni si è reso conto di quello che sta accadendo – un’inaspettata febbre degli archivi di cinema si è trasmessa dai giovani curatori, critici, cineasti e docenti universitari al pubblico. Ovviamente la strada da percorrere è ancora lunga, perché questo interesse è arrivato tardi, è ancora agli inizi, non-professionalizzato e terribilmente entusiasta: quindi si troverebbe alla sua più bella e violenta età.
Già dagli anni ’80, uno standard costante di professionalità e immaginazione per chi lavora con gli archivi di cinema è il figlio della Cineteca di Bologna: Il Cinema Ritrovato, un festival che vede partecipare ogni estate migliaia di professionisti e di cinefili.
Per la seconda volta di seguito, la retrospettiva a Bucarest, parte della già tradizionale serie “Il Cinema Ritrovato on Tour”, cerca di ricostituire la sensazione di infinito che mi ha commosso negli ultimi anni a Bologna: cinema di ovunque, ma soprattutto cinema ovunque. Sebbene la selezione abbia interessato soprattutto il cinema italiano, “cinema ovunque” è stato un principio estetico infinito. Non esiste uno spettatore ideale della selezione: può essere un professionista degli archivi, interessato alle tecniche di restauro, un professionista della fotografia, per il quale il cinema di Vittorio De Sica o di Manoel de Oliveira è inesauribile, oppure una persona troppo sicura della propria definizione del cinema.
Quindi, dopo il debutto entusiastico del 2024, la seconda edizione della retrospettiva “Il Cinema Ritrovato a Bucarest” ci è sembrata non solo benvenuta, ma perfettamente normale. E non solo perché il pubblico di Bucarest si è dimostrato sorprendentemente accattivato dalla precedente selezione. Ma è stata piuttosto la comprensione curiosa, interattiva, giusta e immediata delle idee di archiviazione e restauro di film da parte del nostro pubblico – un pubblico cinefile, ma non-specializzato –, che ha reso naturale l’organizzazione di una nuova edizione de “Il Cinema Ritrovato a Bucarest”, anzi di una anche a Timișoara. Perché in una cultura delle copie, nell’epoca della riproduttività tecnica dell’opera d’arte, una nuova comprensione del cinema, di come si conserva l’immagine, è tanto necessaria quanto la cinefilia tradizionale, l’amore incondizionato per il cinema.
La selezione di quest’anno celebra, in primo luogo, il centenario della nascita di Marcello Mastroianni (n. 1924), per cui si vedranno sul grande schermo una commedia popolare della coppia Mastroianni-Loren, Ieri, oggi, domani (1963), infatti, un trittico di cortometraggi del grande cineasta Vittorio de Sica, con tre ruoli di Mastroianni che colgono in dettaglio quella sensibilità attoriale elegante, macho e allo stesso tempo ragazzesca e timida che ha attirato l’attenzione nel cinema di tutto il mondo, e Viaggio all’inizio del mondo (1997) del portoghese Manoel de Oliveira, l’ultima comparsa di Mastroianni sullo schermo, nel ruolo di un regista che conserva il ricordo di un secolo di vita, storia e cinema.
Poi due film emblematici di importanti registi italiani troppo poco conosciuti in Romania, entrambi scomparsi di recente: Il posto (1961) di Ermanno Olmi, il tenero coming of age di un giovane assunto di recente che inciampa nel suo cammino verso la maturità, e Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto di Lina Wertmüller, una romanza improbabile con una coscienza di classe.
Seguono tre riscoperte della storia del cinema, la specialità del Cinema Ritrovato: Andriesh, il film per bambini realizzato da Sergei Paradžanov (insieme a Yakiv Bazeljan) in Ucraina e Moldova all’inizio della carriera, Gli affreschi di Kiev (1966), gli ipnotici test per la telecamera di un progetto mai portato e termine dello stesso Paradžanov, e Khak- e Sar Bé Mohr / The Sealed Soil (1977), un cosiddetto “Jeanne Dielman iraniana” della cineasta Marva Nabili, sulla resistenza di una donna nell’Iran pre-rivoluzionario. (Călin Boto, curatore)
Programma
Giovedì, 6 febbraio 2025
Ore 20.00 – Biglietti qui.
IERI, OGGI, DOMANI
Regia: Vittorio de Sica
Con: Marcello Mastroianni, Sophia Loren
Commedia, Italia-Francia, 1963, 144 min.
“Vincitore del Premio Oscar al Migliore Film Straniero, Ieri, oggi, domani è una commedia brillantemente originale con Marcello Mastroianni e Sophia Loren nei ruoli protagonisti di tre storie accadute in diverse parti d’Italia. A Napoli, i due sono poveri ma astuti e fanno contrabbando di sigarette sulla strada. A Milano, la Loren è vestita in abiti Christian Dior e discute dei suoi gusti in materia di uomini e macchine. Mentre a Roma, Mastroianni è il figlio di un industriale che aiuta la lavoratrice sessuale Sophia Loren a riportare un giovane prete sulla giusta strada.” (Criterion Channel)
Tre episodi, tre città (Napoli, Milano Roma), la seconda fase della coppia Loren-Mastroianni dopo la coppia di commedie degli anni Cinquanta. Al timone dell’operazione di Carlo Ponti c’è il duo ex neorealista De Sica-Zavattini (che per un episodio si affidano alla penna di Eduardo De Filippo). Trionfo internazionale, Premio Oscar per il miglior film straniero nel 1964, e non a caso. (Emiliano Morreale, Il Cinema Ritrovato 2022)
Venerdì, 7 febbraio 2025
Ore 20.30 – Biglietti qui
DIVENTANDO PARADJANOV: ANDRIESH e GLI AFFRESCHI DI KIEV
ANDRIESH
Regia: Sergei Paradžanov, Yakiv Bazeljan
Con: Constantin Rusu, Nodar Šašik-ogly, Lyudmila Sokolova, Chiril Știrbu, Eugen Ureche
Fantasia, folclore, film per bambini, URSS (Ucraina-Moldova), 1954, 62 min.
“Andriješ/Andriesh è il primo lungometraggio di Paradžanov, diretto insieme a Yakiv Bazelian. Per un occhio avido di riconoscere un’ulteriore impronta, è il film giovanile più attraversato da segni paradjanoviani. Adattando il poema dell’autore Emilian Bucov, il cineasta è stato libero di modellare il folclore moldavo in accordo con l’elemento sovrannaturale permesso da questo genere. (…)
La logica miracolosa della fiaba – con i suoi personaggi assurdi, con la natura trasformata, con il suo simbolismo enfatico – si trasforma in intuizione per Paradžanov: non a caso il suo progetto di tesi di laurea sfrutta lo stesso materiale. Nel 1954, il cineasta costringe il film a girare verso la pedagogia per i più piccoli, con il giovane pastore Andriesh (Constantin Rusu) che percorre un itinerario iniziatico innocente e tortuoso, che gli svelerà l’andamento complesso del mondo. Dieci anni più tardi, Paradžanov ricorderà la lezione di questo universo inquietante, al quale conferirà una nuova grandezza.” (Victor Morozov, Scena9)
GLI AFFRESCHI DI KIEV
Regia: Sergei Paradžanov
Con: Tengiz Archvadze, Vladimir Artman, Alexandr Kotchekov, Antonina Leftiy
Film non finito, esperimentale, URSS (Ucraina), 1966, 15 min, senza dialogo
Paradžanov ha lavorato a Gli Affreschi di Kiev nel 1965. Sebbene non sia mai entrato in fase di produzione con il film, ne ha scritto la sceneggiatura, ha realizzato i ritagli e ha fatto alcuni test con la telecamera a ottobre. Secondo tutte le apparenze un omaggio alla Grande Guerra per la Difesa della Patria, la trama de Gli Affreschi di Kiev, suddivisa in dieci «cine-affreschi», sarebbe dovuta svolgersi il 9 maggio 1965, in occasione dell’anniversario della liberazione di Kiev. Gli Affreschi di Kiev anticipano la poetica e l’immagine de Il colore del melograno (1969). (…) Per Paradžanov, il film ha segnato la separazione dall’attoria naturalista e l’avvicinamento al movimento puramente espressivo dell’attore. Questo nuovo interesse ricorda il fascino di Eisenstein per il gesto, e allo stesso tempo, gli studi giovanili di violino, canto e balletto di Paradžanov. Inevitabilmente, la direzione della sede di Kiev del Comitato Statale per il Cinema (Goskino) ha notato che i test per la telecamera presentano «una percezione della realtà distorta … patologica», e, sebbene abbiano riconosciuto il valore artistico dell’esperimento di Paradžanov, lo hanno reclamato per essere diverso dalla sceneggiatura approvata. Perciò, tutte le riprese sono state annullate e il cameraman Oleksandr Antypenko ha trasformato i test per la telecamera in un cortometraggio. Poco dopo, Paradžanov è stato invitato dallo studio armeno Armenfilm a realizzare un lungometraggio sulla vita del poeta nazionale Sayat Nova. (Daniel Bird, Il Cinema Ritrovato 2024)
Sabato, 8 febbraio 2025
Ore 18.00 – Biglietti qui
IL POSTO
Regia: Ermanno Olmi
Con: Sandro Panseri, Loredana Detto
Coming of age, Italia, 1961, 98 min.
Un tenero coming-of-age e allo stesso tempo un’osservazione attenta della disumanizzazione corporatista, Il posto è la storia emozionante e divertente di un giovane che inciampa nel suo cammino verso la maturità.
“(…) Il secondo lungometraggio di Ermanno Olmi, Il posto, ha condotto il cinema internazionale verso qualcosa di completamente nuovo: una sensazione di intimità tra il regista e i personaggi che superava tutto quello che aveva dato fino allora il canone neorealista. Negli anni passati, il film ha avuto un impatto profondo su registi famosi, tra i quali Wu Nien-jen, Abbas Kiarostami e Martin Scorsese. (…) I film di Olmi si sentono come un incontro a quattro occhi con persone reali – ti danno l’impressione che il regista tenga per la mano ogni singolo personaggio. «La sensazione che ho è che molte delle scelte che faccio non appartengono solo a me, ma anche ad altri», aveva detto ad un certo punto Olmi a Ellen Oumano.” (Kent Jones, “Il posto: Handcrafted Cinema”, 2003, The Criterion Channel)
Ore 20.00 – Biglietti qui
VIAGGIO ALL’INIZIO DEL MONDO
Regia: Manoel de Oliveira
Con: Marcello Mastroianni, Jean Yves Gautier, Leonor Silveira, Diogo Doria
Drammatico, Portogallo-Francia, 1997, 98 min.
Lanciato post-mortem, l’ultimo film di Marcello Mastroianni, Viaggio all’inizio del mondo, è una coronazione della carriera del grande attore. Negli anni ’90, il sessantenne Mastroianni ha collaborato con cineasti visionari come Robert Altman, Agnès Varda, Raúl Ruiz e, alla fine, con Manoel de Oliveira, a questo affascinante film su un secolo e due vite.
Nel Viaggio all’inizio del mondo, Afonso è un attore nato da un padre portoghese e una madre francese. Egli parte alla ricerca delle proprie origini, visitando il villaggio natio del padre deceduto insieme ad amici: qualche collega attore e Manoel, il regista con il quale lavora alla realizzazione di un film. Lungo il viaggio, si intrecciano due narrazioni: il ricordo dell’infanzia di Manoel e la ricostituzione della vita del padre di Afonso.
Il Premio della Critica (FIPRESCI) al Festival del Cinema di Cannes nel 1997
Domenica, 9 febbraio 2025
Ore 18.30 – Biglietti qui
THE SEALED SOIL
Con: Flora Shabaviz
Drammatico, Iran, 1977, 1h 30 min.
“Molto prima dei film sulle donne iraniane di Rakhshan Bani-Etemad e Jafar Panahi, Marva Nabili ha firmato la regia della pellicola The Sealed Soil (Khake sar beh mohr), basata sulla vera storia della lotta per l’indipendenza di una giovane donna nell’Iran pre-rivoluzionario. Tramite i suoi tocchi poetici, il dialogo rarefatto e l’interesse per la vita quotidiana della protagonista, il film ricorda Jeanne Dielman (1975) di Chantal Akerman, ma anche il cinema di Sohrab Shahid-Saless.” (Hossein Eidizadeh, Sight and Sound)
“Khak-e Sar bé Mohr segue la vita ripetitiva e repressa di Roo-Bekheir, una giovane donna di un villaggio povero del sud-ovest dell’Iran, e la sua resistenza a un matrimonio combinato. È una critica rigorosa dal punto di vista formale e allo stesso tempo distante dal punto di vista emozionale, del patriarca e della falsa riforma dell’agricoltura iraniana che è stato uno dei motivi della rivoluzione del 1979.
Questo è stato il film di laurea di Nabili dopo gli anni di studio a New York. Con l’aiuto del produttore e del cameraman Barbod Taheri, la cineasta è tornata in Iran ed ha fatto un accordo in seguito al quale avrebbe diretto la serie televisiva Storie persiane antiche in cambio a una troupe cinematografica e alla pellicola da 16 mm. (…)
Usando quadri lunghi e statici, la Nabili cita la particolare influenza sul film della miniatura persiana, [arte pittorica] in cui la storia è rappresentata a distanza, permettendo allo spettatore una libera interpretazione dei personaggi. La cineasta definisce inoltre Bertolt Brecht e Robert Bresson come fonti di ispirazione (…).” (Ehsan Khoshbakht)
Ore 20.30 – Biglietti qui
TRAVOLTI DA UN INSOLITO DESTINO NELL’AZZURRO MARE D’AGOSTO
Regia: Lina Wertmüller
Con: Mariangela Melato, Giancarlo Giannini
Commedia, Italia-Francia, 1974, 1 h 54 min.
“Raffaella (Mariangela Melato), la bella e ricca donna dalla lingua tagliente che ha noleggiato uno yacht, e Gennarino (Giancarlo Giannini), il siciliano che lavorava sullo yacht come marinaio, naufragano insieme sull’unica isola del Mediterraneo non ancora occupata da turisti tedeschi. Come Braccio di Ferro e Olivia, i due sono coinvolti in una lotta appassionata. Lui è un comunista con la dedizione di un cristiano del primo secolo. Lei, una capitalista… Ma soprattutto, lui è un uomo e lei una donna, e ognuno pagherà per questo… Giannini e Melato sono la cosa migliore che sia capitata alla commedia all’italiana da quando Mastroianni e Loren hanno litigato negli anni ’60.” (Vincent Canby, The New York Times)