Nell’ambito del semestre in Romania dell’Anno Culturale Italia-Romania 2026, curato dall’Ambasciata d’Italia a Bucarest, presso il monumentale Palazzo della Cultura di Iași sarà esposto dal 4 al 30 ottobre 2026 il Polittico di Giotto, capolavoro conservato ed esposto presso la Pinacoteca Nazionale di Bologna.
L’iniziativa rappresenta un evento di straordinario rilievo diplomatico e culturale, frutto della sinergica collaborazione tra la Pinacoteca Nazionale di Bologna, il Complesso Museale Nazionale “Moldova” di Iași, la Fondazione SACRUM e Civita Mostre e Musei, iniziativa promossa dalla Presidenza della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, con il sostegno del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, e patrocinata dall’Ambasciata d’Italia a Bucarest, dall’Istituto Italiano di Cultura di Bucarest e dall’Ambasciata di Romania a Roma.
La presenza del Polittico di Giotto si inserisce inoltre nel più ampio programma del SACRUM Iași Art Festival, dedicato all’incontro tra arte, patrimonio e spiritualità cristiana. La presenza eccezionale del capolavoro di Giotto contribuisce così a creare un ulteriore ponte tra il patrimonio artistico italiano e la tradizione spirituale dell’Europa orientale.
Per la prima volta, un capolavoro assoluto dell’arte trecentesca italiana viene esposto in Romania.
Concepita originariamente per la città emiliana in occasione del soggiorno di Giotto intorno al 1330 su commissione del cardinale legato Bertrando del Poggetto, l’opera costituisce un prestito di eccezionale rarità: la tavola ha, infatti, lasciato Bologna soltanto in rarissime e straordinarie occasioni espositive e mai prima d’ora fuori dai confini italiani, rendendo la sua presenza in Romania un evento storico e irripetibile.
Il Polittico incarna il vertice della maturità artistica di Giotto e racchiude la sua rivoluzione figurativa: la solennità medievale del fondo oro si fonde con una resa dello spazio prospettico, una morbidezza cromatica e un realismo psicologico fino ad allora mai visti nell’arte occidentale.
In un’epoca in cui i pittori rimanevano quasi sempre anonimi, questa pala è una delle sole tre tavole al mondo a conservare la firma autografa del Maestro (sul gradino di marmo sotto il trono della Vergine spicca l’iscrizione latina: “Opus Magistri Iocti d’Florentia”), insieme alle Stimmate di san Francesco del Museo del Louvre e al Polittico Baroncelli nella Basilica di Santa Croce a Firenze.
La grandiosa composizione raffigura la Madonna col Bambino in trono affiancata dai santi Pietro, Gabriele Arcangelo, Michele Arcangelo e Paolo: la Vergine, avvolta dal morbido panneggio del mantello blu, sostiene Gesù con mani solide e materne, su una delle quali il Bambino poggia un piedino in uno scorcio prospettico di straordinaria efficacia.
L’esposizione si propone come uno dei momenti di massima rilevanza nel quadro del rafforzamento dei legami culturali, istituzionali e di cooperazione tra Italia e Romania.