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L’Italia al Festival Internazionale della Poesia di Bucarest

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La poesia torna a conquistare Bucarest: la sedicesima edizione del Festival Internazionale della Poesia di Bucarest (FIPB) si svolgerà dal 14 al 20 settembre 2026. Il progetto riunisce poeti e artisti da tutto il mondo in un ricco programma dedicato alla poesia, al dialogo interculturale e al potere della parola scritta.
Organizzato dal Comune di Bucarest tramite il Museo Nazionale della Letteratura Romena, il festival di quest’anno è incentrato sul tema “Slow Gun Poetry” (“Poesia a lungo raggio”), ispirato alle riflessioni del poeta Cezar Ivănescu sul potere di un semplice segno su un foglio di carta. Il tema nasce dall’idea che una singola parola possa generare idee, consapevolezza e persino rivoluzioni, e che la vera forza del mondo non risieda nella violenza, ma nel significato.
Per sette giorni, Bucarest diventerà un luogo di incontro tra culture e generazioni diverse. Il programma del festival comprende oltre 50 eventi, tra cui letture pubbliche, dibattiti, conferenze, mostre, concerti, performance, recital e commemorazioni. All’edizione di quest’anno parteciperanno ospiti provenienti da Armenia, Austria, Repubblica Ceca, Cipro, Cina, Croazia, Francia, Grecia, Italia, Lituania, Repubblica di Moldavia, Perù, Portogallo, Slovenia, Spagna, Svezia, Tunisia e Turchia, insieme a numerosi poeti e artisti romeni. Il festival conferma così la sua missione di piattaforma internazionale per la poesia contemporanea e di spazio in cui la letteratura romena può dialogare direttamente con le scene poetiche di tutto il mondo. Nel corso della sua storia, il FIPB ha riunito poeti affermati e autori emergenti, favorendo il dialogo tra generazioni e culture letterarie. L’edizione precedente ha visto la partecipazione di oltre 200 poeti provenienti da 30 paesi, oltre a editori, traduttori, artisti visivi e musicisti.
Il festival inizierà ufficialmente lunedì 14 settembre, alle ore 18.00, presso la Sala Grande della Biblioteca Centrale Universitaria “Carlo I”. La cerimonia di apertura vedrà la partecipazione di rappresentanti di istituzioni culturali e diplomatiche partner, nonché di ambasciatori e rappresentanti degli istituti culturali dei paesi partecipanti. La serata inaugurale proseguirà con un concerto dell’Ensemble Camerale ARCO, letture pubbliche di poeti romeni e internazionali e una lettura – performance di Aleš Šteger, accompagnato alla fisarmonica da Tori Jure.

Il programma del FIPB 2026 va oltre i confini della letteratura, offrendo al pubblico una ricca esperienza culturale. Tra i momenti salienti dell’edizione figurano l’installazione interattiva “POELANDA – Parco della Poesia e della Co-creazione”; esposizioni dedicate ad artisti quali Ioan Nemțoi, Mircia Dumitrescu, Alina Roșca e Florin Codre; una mostra dedicata a Cella Delavrancea; nonché serate di performance e incontri incentrati sulla poesia francese e spagnola. Una parte significativa dell’edizione è dedicata a onorare la memoria e l’eredità di grandi poeti romeni. Il programma prevede eventi commemorativi per Cezar Ivănescu, Emil Botta, Constanța Buzea, Angela Marinescu, Marin Sorescu e Magda Isanos, organizzati in collaborazione con il Teatro Nazionale di Bucarest. Inoltre, l’edizione di quest’anno celebra il 130° anniversario della nascita di Tristan Tzara – fondatore del movimento Dada – con un laboratorio rivolto a bambini e adulti, in cui la poesia si intreccia con le arti visive e il calligramma. Il FIPB 2026 mira ad avvicinare la poesia al pubblico, anche attraverso iniziative pensate per bambini e ragazzi. Laboratori di fumetti, attività creative, giochi letterari e progetti come “Apollodoro nella terra dei poeti”, “Il giocattolo delle parole” e “Come può una poesia diventare un fumetto?” portano il festival oltre i tradizionali spazi culturali, invitando il pubblico a partecipare attivamente.

Grazie alla vastità del suo programma e alla varietà degli ospiti, il Festival Internazionale di Poesia di Bucarest riafferma il proprio impegno nel restituire alla poesia un ruolo visibile nella sfera pubblica e nel trasformare Bucarest, per una settimana, in un punto d’incontro per la poesia internazionale contemporanea. Al contempo, il festival contribuisce a valorizzare l’immagine di Bucarest, nonché della letteratura e della cultura romene, nel contesto del dialogo internazionale, creando opportunità per nuove collaborazioni e progetti culturali.
Il festival si avvale di una vasta rete di partner internazionali e locali, tra cui: l’Unione degli Scrittori della Romania, l’Istituto Italiano di Cultura, l’Istituto Cervantes, il Centro Culturale Cinese, l’Istituto Francese, il Centro Culturale Ceco, il Centro Culturale Yunus Emre, deGalben – Cultural Hub & Creative Spaces e la Galleria Kog 7, oltre alle ambasciate di Cina, Grecia, Slovenia, Lituania, Tunisia, Perù, Portogallo e Croazia.
Il programma completo, suddiviso per giorno e luogo, è disponibile sulla piattaforma ufficiale fipb.ro. L’accesso del pubblico a tutti gli eventi è gratuito, fino a esaurimento posti.

Nell’ambito dell’edizione di quest’anno, martedì 15 settembre 2026, alle ore 17.00, il professore e traduttore Bruno Mazzoni – figura chiave nella promozione della letteratura romena in Italia – parlerà dell’arte di rendere in italiano le “sottigliezze e la grazia” dei versi romeni, durante un incontro intitolato “La sottile arte della traduzione”. Sarà una conversazione sulla sensibilità del traduttore, sulla bellezza della poesia e sui ponti che la traduzione costruisce tra due lingue e due culture. L’evento si svolgerà nel Giardino del MNRL (via Nicolae Crețulescu, 8).

Venerdì 18 settembre 2026, alle ore 17.00, sempre nel Giardino del MNRL, si terrà una lettura pubblica moderata da Ioan Cristescu, che vedrà tra i protagonisti anche la poetessa italiana Silvia Bre. Nata a Bergamo nel 1953, Silvia Bre è una poetessa e traduttrice residente a Roma. Ha pubblicato le raccolte poetiche I riposi (1990), Le barricate misteriose (2001) – vincitrice del Premio Montale – Sempre perdendosi (2006), Marmo (2007) – insignita, tra gli altri, dei premi Viareggio e Mondello – La fine di quest’arte (2015) e Le campane (2022), volume che ha ottenuto numerosi riconoscimenti ed è stato finalista al Premio Strega Poesia. Le sue poesie sono state tradotte in olandese, francese, inglese, spagnolo, serbo-croato, ungherese, coreano e romeno. Nel 2022 ha pubblicato il saggio Mistero (Vallecchi). Come traduttrice, ha tradotto in italiano opere di Louise Labé, Emily Dickinson, Margaret Atwood, Robert Frost e altri autori.

  • Organizzato da: Comune di Bucarest, Museo Nazionale della Letteratura, con il sostegno del Ministero della Cultura
  • In collaborazione con: IIC Bucarest e altri